Umore:
sfasato.Soundtrack:
"Way Out Of Here", Porcupine Tree
Hejsan! Eccomi di ritorno dalla terra degli alci e delle renne, anche detti moose e reindeers!
Che dire... Stoccolma è una città favolosa, e molto molto fredda. La signora dell'ostello mi ha detto che, per via dell'umidità e dei venti freddi, il clima è addirittura più rigido che nel nord della Svezia, dove apparentemente è più ssssèèècc... Bello vero?
Gli svedesi sono gente strana. Vanno in giro bardati come se ci fossero 20 gradi quando in realtà ce ne sono giusto giusto 15 di meno. Ogni tanto vedi il tizio con la camicia leggera mentre tu sei rintanato nel tuo cappottone invernale corredato di sciarpa cappello di lana e guanti da neve. Gente strana, ma molto molto cordiale e di indole pacifica. Si fermano sempre in prossimità delle strisce pedonali per lasciare attraversare le persone, e non danno mai l'impressione di avere fretta o di essere particolarmente scazzati per qualche motivo. Inoltre sanno tutti l'inglese alla perfezione, quasi fosse la loro lingua madre. In tv ci sono film americani con i sottotitoli in svedese (lingua molto particolare di cui ammetto di non aver imparato nulla in questi 4 giorni, eccetto "hej" o "hejsan" che vuol dire "ciao"...); inoltre, per qualche motivo che non mi è chiaro, sembrano essere interessati al campionato di calcio italiano, ovviamente con telecronaca in svedese.
Ma parliamo di Stockholm City e di questo bel viaggio.
Qui potete vedere un sacco di belle foto che ho messo su Flickr :)
Giorno #1Risveglio nella bella Torino. Ultima messa a punto dei bagagli e via! si parte per Milano Centrale. Due ore di treno, poi il meeting al binario 13 con il nostro
compagno di viaggio già reduce da un primo volo, dopodiché un'altra oretta e più di viaggio in autobus per raggiungere l'aeroporto di Bergamo Orio al Serio. Nota di merito per l'autista bergamasco che ci ha allietati durante il viaggio con improperi tipici (potaa!) e lamentele di vario tipo legate ai semafori e al traffico in uscita da Milano.
Arrivati ad Orio, classica routine aeroportuale con check-in allo sportello Ryanair e controllo del bagaglio a mano. Altre due ore e si passa all'imbarco (leggermente in ritardo); decollo senza problemi e volo decisamente tranquillo, cielo sereno dall'Italia alla Svezia, nessuna turbolenza e nessun vuoto d'aria. Atterraggio così così (è logico, il pilota pareva un irlandese mezzo sbronzo), ma va bene lo stesso.
Già scendendo dall'aereo notiamo un certo cambiamento climatico non indifferente. Ci dirigiamo al recupero bagagli e in meno di 10 minuti siamo fuori dall'aeroporto Skavsta, pronti ad altri 80 minuti di viaggio sul bus della Flygbussarna che, manco a dirlo, si pronuncia in tutt'altro modo rispetto a come è scritto. Il viaggio è abbastanza soporifero anche a causa del buio e della strada non illuminata che non permettono di godere dello stupendo paesaggio; i miei istinti omicidi vengono immediatamente risvegliati dal classico italiano di turno (palesemente ubriaco) che passa l'intera durata del percorso a parlare sguaiatamente con gli amici, nonostante le richieste di silenzio da parte degli altri passeggeri.
Dopo circa un'ora e mezza di viaggio arriviamo finalmente alla Centralenstation di Stoccolma, e qui incomincia la prima odissea, rappresentata dalla ricerca dell'ostello perduto. Ovviamente riusciamo a perderci per 2 o 3 volte di fila, e non è di alcun aiuto la cartina gratuita presa allo Skavsta che si scopre essere di un'altra città... Dopo qualche giro in tondo e la fanculizzazione di un taxista antipatico (il tutto a notte fonda in una città dalla temperatura gelida), riusciamo finalmente ad imboccare la via giusta. Raggiungiamo il Cityhostel distrutti e collassiamo; sono le 4 del mattino.
Giorno #2Dopo ben 5 e dico 5 ore di sonno, ci risvegliamo allietati da una magnifica giornata di sole. Durante la colazione facciamo la conoscenza di un ragazzo svizzero, Christian, in visita solitaria a Stoccolma; ci dice che per lui non è la prima volta in terra nordica e che è un gran viaggiatore; nonostante la sua lingua madre sia il tedesco, parla l'inglese fluentemente e sta anche imparando l'italiano a Lugano. Visto che è da solo gli proponiamo di unirsi a noi: lui accetta con entusiasmo e con la sua risata molto particolare (che abbiamo accumunato a quella di
Marina Massironi nello sketch con Aldo Giovanni e Giacomo :D).
La prima tappa della giornata è il Vasamuseet, un museo contenente un enorme vascello della flotta svedese recuperato dal fondale della baia di Stoccolma (potete vedere alcune foto su Flickr :)). In seguito ci dirigiamo verso Gamla Stan, la parte più antica di Stoccolma, passando per Drottninggatan, la via pedonale più lunga della città, e sicuramente la più lunga che io abbia mai visto finora. Ci sono un sacco di addobbi in tema halloweeniano, e i negozi mettono in vendita vestiti e accessori macabri per la festa di fine ottobre; molti negozi inoltre espongono già oggetti e addobbi natalizi (quando si dice "essere avanti" XD).
Dopo la visita al Palazzo Reale e un giro nella Stoccolma Vecchia (piena di ristoranti italiani) torniamo in ostello per riposare e riscalrdarci un po' prima dell'uscita serale. Alle 19 abbiamo appuntamento con Christian davanti al tavolo da the che sta esattamente davanti alla nostra porta :D.
Tanto per cambiare un po', decidiamo di cercare un pub nella zona dell'ostello, Kungsholmen, ma senza grande successo. Ci sono pochissimi pub, e quei pochi che troviamo sono pieni all'inverosimile. Decidiamo allora di spostarci verso Gamla Stan, ma qui la situazione non è migliore: tanti pub, ma tutti brulicanti di gente. Alla fine troviamo un pub stranamente vuoto e ci fiondiamo dentro; lì è pieno di inglesi che guardano la finale di rugby tra Inghilterra e Sud Africa e si esaltano tantissimo. Tralasciamo il fine serata pietoso, decisamente da dimenticare.
Giorno #3Come tutti coloro che mi conoscono sanno, se c'è una cosa che odio
è essere svegliata mentre sto dormendo... Per questo e altri motivi, la terza giornata inizia con il piede sbagliato.
Ci dirigiamo in stazione centrale, dove ricevo un messaggio di Christian che ci raggiunge poco dopo. Decidiamo di andare verso l'Hard Rock Café a piedi, in modo da vedere anche questa parte della città che non abbiamo visitato. Verso mezzogiorno andiamo alla ricerca di un ristorante e ci imbattiamo in tale Forno Romano, un ristorante italiano che fa pizza e pasta. Non male.
All'una Christian ci saluta, purtroppo ha degli impegni nel pomeriggio e il giorno dopo sarà fuori Stoccolma; tuttavia ci rimpromettiamo di rimanere in contatto =).
Ci dirigiamo verso la via pedonale per comprare gli ultimi souvenir, e verso le 3 decidiamo di tornare in ostello per prepararci: tonight is the night! :)
L'idea è di mettersi in coda fuori dall'Hovet per le 5 del pomeriggio, così prendiamo la T-Bana (metropolitana) alla Centralenstation: la Globen T-Bana dista poche fermate, e in meno di 10 minuti ci siamo.
La gente in coda è già tantissima, e mestamente non possiamo far altro che aggiungerci al fondo. Fortuna vuole che l'unica grande coda ad un certo punto venga spezzata in due code più piccole per l'accesso da due diversi cancelli, e questo ci permette di avanzare molto rispetto al punto di partenza; inoltre l'apertura anticipata del primo cancello fa sì che molta gente in preda la panico decida di cambiare coda, mentre noi rimaniamo fermi e immobili in attesa dell'apertura del secondo cancello, che avviene di lì a poco. Passiamo i controlli (per fortuna la tizia che mi perquisisce non nota la mia macchina fotografica, o se la nota fa finta di niente :)), e con molta molta fortuna riusciamo ad accaparrarci i biglietti per il parterre: sui 3000 venduti, solo ai primi 1700 spetta di accedere alla standing area, con grande disappunto dei 1300 che loro malgrado si ritrovano fuori da un parterre occupato per meno di 1/3 della sua cacapità. Prevedo molte lamentele. Di sicuro se fosse successo a me avrei buttato giù un casino memorabile...
In ogni caso riusciamo ad assicurarci un pezzettino di transenna a sinistra del palco, proprio di fronte agli amplificatori. Verso le 7 entrano in scena le Stalingrad Cowgirls, un gruppo punk-rock finlandese abbastanza penoso le cui componenti (3 ragazze) ammettono di non essere propriamente in forma (la cantante è quasi senza voce). Dopo 4 canzoni lasciano il palco per la gioia di noi tutti, e incomincia il rituale dello smantellamento: via le cianfrusaglie delle Cowgirls, tolto il telone dalla batteria di Dom e dal pianoforte Kawai di Matt, prova microfono e strumenti.
Verso le 9 si spengono le luci e parte la musica di Close Encounters: ci siamo! :)
Io dalla mia posizione transennata scatto una media di 10 foto al secondo :D il tutto cantando e urlando come sempre (sono riuscita a non perdere la voce, miracolo!).
Questa la scaletta:
1. Close Encounters riff + Knights of Cydonia
2. Map of the Problematique + riff
3. Riff + Hysteria
4. Supermassive Black Hole
5. Butterflies & Hurricanes
6. Sing for Absolution
7. New Born + 2 riffs
8. Feeling Good
9. Sunburn (piano)
10. Soldier's Poem
11. Invincible
12. Riff + Starlight
13. 2 riffs + Time Is Running Out
14. Plug In Baby
Encore
15. Stockholm Syndrome + 2 riffs
16. Take a Bow
Concerto molto intenso e, nonostante la scaletta, anche abbastanza lungo. Matt molto carico e fortunatamente un po' in carne! Finalmente! Dom aveva i pantaloni verde pistacchio e Chris esercitava il suo solito headbanging violentissimo. Ottimo concerto tutto sommato, lo metterei dopo Wembley e Verona nella classifica :)
Qui ci sono le mie foto!
Torniamo in ostello completamente storditi, e dopo un'ora di inutile ricerca ci fiondiamo nell'unico negozio di cibarie aperto, un 7/11 nei pressi della stazione centrale. Dopo la parca cena si va a nanna, io euforica più per le foto fatte che per il concerto stesso :D.
Giorno #4Ultimo giorno utile. L'obiettivo principale è mangiare del buon pesce svedese, così torniamo a Gamla Stan per monitorare i prezzi e decidere sul da farsi. Dopo qualche ora di giri e foto varie, la scelta cade su un altro ristorante pseudo-italiano chiamato Agaton, dove con sole 85:· (l'equivalente di 8,50€) ci gustiamo un bel piatto di salmone affumicato con salsa di puré di patate e riso allo zafferano.. yumm! :D
Dopo pranzo facciamo un ultimo giro nello splendido centro storico, dopodiché torniamo in ostello per recuperare le valige e ci dirigiamo verso la stazione centrale dove ci aspetta il bus che ci riporterà all'aeroporto. Il viaggio è molto tranquillo (salvo il tizio giapponese che soffre l'autobus e lo palesa nel modo peggiore), il paesaggio è favoloso e mi spiace non averlo potuto fotografare...
Dopo check-in e controllo bagagli ci aspettano altre due ore di attesa; per fortuna il boarding inizia leggermente in anticipo, e così il decollo. Dopo un volo relativamente tranquillo e un atterraggio alla Ryanair (= di merda), arriviamo a Bergamo con quasi 30minuti di anticipo. Altri 40 minuti di viaggio verso Milano centrale, e poi altre 2 ore verso Torino; arriviamo a Porta Nuova mezzi distrutti, prendiamo il primo 9 che capita e finalmente siamo a casa... olé! :D
Ho scritto veramente un ciulo eh? Il fatto è che io tendo spesso a dimenticare dettagli dei miei viaggi, perciò ho pensato che scrivendo tutto adesso che sono ancora freschi eviterò che vadano a finire nel dimenticatoio.
In conclusione: se avete l'occasione di visitare Stoccolma, fatelo assolutamente! :)
Ps: Matt è Dio.
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