17.10.06

Colori malinconici

Dopo un po' si impara che il marasma di pensieri che affolla gli antri più oscuri e nascosti delle giornate sono fini a sé stessi.
Io, recidivo come sempre, vengo spesso intrappolato nelle ragnatele tese in anfratti nascosti della mente da cui provo a togliere un po' di polvere. Come ogni volta si scoprono essere grezzo prodotto tessile di annichilenti pensieri su ciò che mi contorna, disgusto inerente le mie scelte e inconsistenza della mia vita, che appassisce sotto i miei occhi velati di superficialità.
E mi ritrovo sempre più spesso a riempire fugaci istanti di esistenza con pomposi paroloni del cazzo, un sorriso stanco mi si aggrappa ai lati della bocca e mi impedisce di dire cose sensate.
Caduche foglie coprono il terreno, mia fonte di sostentamento, mentre la nebbia sfuma fino al grigiore il cielo, mia fonte di gioia.
Intanto il mio autunno è arrivato...

3.10.06

Piogge acide

Afferrare le cose al volo è necessario per rimanere illesi.

Quello che io non ho afferrato subito è la natura di certe persone che si fanno chiamare “amici”, buoni solo quando c’è da bivaccare intorno a una tavola imbandita di futili questioni filosofiche e improbabili noumeni esistenziali. Tutto così artificiale…

Quello che io non ho afferrato subito è la natura di certe persone che si fanno chiamare “amici”, buoni solo quando c’è da strappare un attimo di felicità con fare giullaresco allontanandosi con il bottino tra le grinfie nel momento del pericolo. Tutto così facile…

Atavica questione che mi perseguita. Difficile da afferrare. Questione di tempo. Tempo perso.